Monica Candussio - TAKING CARE OF YOU

Taking Care of You is a Pleasure

  • Monica Candussio
  • agosto 27, 2015

Raramente la pubblicità ha una funzione puramente informativa.
Di base, le strategie utilizzate in una campagna pubblicitaria, sono tipiche forme di comunicazione che mirano deliberatamente a influenzare conoscenze, valutazioni, atteggiamenti, comportamenti, con l’obiettivo di creare nuovi bisogni e nuovi target di consumatori.
Da tempo si sono sviluppate anche varie forme di pubblicità non commerciali: come il sociale, il pubblico, la politica. Strettamente connesso alla sua natura persuasiva è il linguaggio che essa adotta: fatto di messaggi brevi, semplici, sintetici, attraenti, suggestivi, enfatici. Questi non mirano a suscitare dubbi, ma a creare certezze, rivolgendosi non tanto alla sfera razionale degli individui, quanto a quella emotiva.
La diffusione dei messaggi pubblicitari si caratterizza come fenomeno tendente al pervasivo e intrusivo, con concetti, a volte celati, che spesso danno luogo a reazioni di fastidio, d’ interpretazioni mentali, di avversione morale, nonostante le forme semplici, ed eleganti immagini.
I messaggi, che nel loro intento di attirare, di emozionare, di convincere, di indurre al consumo, finiscono per diventare stereotipi influenzando la stessa costruzione della realtà.
Dunque uno “specchio distorto”, il cui impatto, lontano dall’adempiere unicamente sul piano commerciale, finisce appunto per invadere altri campi, per incidere sulla mentalità, sull’educazione, sulla cultura, compresa la reazione dei destinatari a tale stimolo; rimarcando che è molto più difficile cambiare i comportamenti degli individui che non i loro atteggiamenti.

Riprendendo con il vero motivo di questo mio intervento, con la volontà di spiegare le scelte creative della campagna utilizzata per promuovermi “Taking care of you is a pleasure”, affermando che la pubblicità necessità di libertà, deve traghettare, accendere la luce in nuovi spazi.
Quando creo non rinuncio mai alla mia etica, al mio modo di guardare, di essere curiosa del mondo e della bellezza che contiene.
La curiosità non censura mai e si porta dietro il fardello del coraggio che fa mettere l’occhio dove la maggior parte della gente volta le spalle.
La volontà di capire meglio le cose che accadono, sì, credo che questo sia il mio motore principale.
Propongo le mie idee per quella che sono e può capitare che non piacciano. Anzi devo dire che le critiche mi fanno bene, mi fanno riflettere e tante volte mi aiutano a capire qualcosa che magari mi è sfuggito.
Nessuno è perfetto.
Uso l’istinto. Saper seguire il proprio istinto è una garanzia di felicità. Il resto ci porta all’infelicità.
Certo non è facile ascoltarlo, bisogna imparare e non c’è nessuno che lo possa insegnare perché tutta l’educazione che riceviamo è volta a cancellarlo, a farci perdere questa fondamentale sensibilità.

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